Ever17 -the out of infinity-
2002
Dreamcast, PlayStation 2, Windows, PlayStation Portable
Xbox 360, PlayStation 4, Nintendo Switch
Developer: KID, Cyberfront (Remake), Mages Publisher: KID, Mages, Spike Chunsoft
Takumi Nakazawa (Director, Writer)
Kotarō Uchikoshi, Kitarō Sasanari, Nobuaki Umeda (Writer)
Yuu Takigawa (Artist), Takeshi Abo (Composer)
Partendo da una suggestione narrativa che si muove nel solco della fantascienza e del cinema d’oltreoceano, ma dominata da una forte impronta nipponica, il secondo infinity lancia definitivamente il suo gruppo di autori, destinato con una scrupolosa gestione dei colpi di scena ad accompagnare il genere nel terzo Millennio. Laddove Never7 rimaneva in buona parte, pur nel suo fascino rétro, ancorato a stilemi da dating sim anni Novanta, Ever17, pur appesantito da certe lungaggini, coglie nuove potenzialità narrative del mezzo, giostrando con la sua stratificazione e diventando un punto di riferimento per ciò che verrà dopo.
Takeshi Kuranari è uno studente universitario in visita a LeMU, un nuovo, avanzatissimo parco tematico marino. Dopo un’esplosione, il complesso inizia ad allagarsi e Takeshi rimane intrappolato a 51 metri sotto la superficie insieme ad altre sei persone. Con le linee di comunicazione interrotte, Takeshi esplora LeMU insieme alla misteriosa ragazza Tsugumi e al membro dello staff “You”, nella disperata ricerca di un modo per fuggire in superficie. I dubbi di Takeshi però sono molteplici, l’incidente è stato provocato da qualcuno? Può fidarsi delle persone rimaste?
Nonostante le vendite non avessero alla fine raggiunto quelle di Memories Off, la buona accoglienza di pubblico nei confronti di Never7 -the End of infinity- convinse KID a dare il via libera per un nuovo progetto della serie infinity. La coppia di scenario writer formata da Kōtarō Uchikoshi e Takumi Nakazawa viene riconfermata, la pianificazione della storia è attribuibile al primo, mentre Nakazawa si occuperà della direzione generale nonché della scrittura delle route di You e del “ragazzo”; all’assistente Kitaro Sasanari e a Nobuaki Ueda spetta il compito di scrivere i percorsi rimanenti. Uchikoshi inizia a pensare al soggetto sul finire dell'estate del 2001, finché, proprio quando è in procinto di tornare in Giappone da un viaggio a Bali, non assiste alla televisione agli attacchi dell’11 settembre. Secondo quanto affermato dallo scrittore, Ever17 -The Out of Infinity- è stato concepito avendo in mente lo “spirito del tempo”.
Prima dell’11 settembre, il genere catastrofico era tornato di gran moda al cinema (più o meno, dal successo del 1996 Indipendence Day), complice, ovviamente, l’enorme balzo in avanti compiuto in quegli anni dagli effetti speciali digitali, ma anche dall'inasprirsi di crisi e conflitti internazionali, di cui il cinema, anche quello di intrattenimento, ne è spesso lo specchio. Al di là della finzione e delle tendenze cinematografiche d’oltreoceano, bruscamente interrotte nel 2001, la rottura di un “quotidiano permanente”, così come definito dal sociologo Shinji Miyadai, diventa un tema abbastanza ricorrente nella narrativa otaku di questo periodo, spinto forse anche dall'attentato con il gas sarin alla metropolitana di Tokyo del 1995. Rispetto a Never7, in Ever17 il tono della storia cambia totalmente, la lettura del libro Tertium Organum del matematico russo P. D. Ouspensky avvicina ancora di più Uchikoshi alla definitiva maturazione del suo stile narrativo, il quale si serve della struttura multistrato, tipica delle visual novel, non solo come meccanica di gioco, ma anche come parte integrante della storia, giocando con concetti come realtà divergenti e linee temporali alternative.
Il residuato da dating sim anni Novanta di Never7 lascia qui il posto ad una vicenda carica di suspense e tensione, a tratti di stampo cinematografico (Il film del 2000 Frequency - Il futuro è in ascolto, sarà un’altra delle fonti di ispirazione, per una scena chiave), esaltata nel coinvolgimento di una situazione di vita o di morte e una atmosfera claustrofobica, elementi che caratterizzeranno anche l’opera con cui Uchikoshi si farà conoscere anche in occidente, ovvero la serie Zero Escape. Il cast di personaggi di Ever17 non è forse il migliore mai visto, ma include comunque personalità interessanti e in grado di riserbare più di una sorpresa, dalla misteriosa Tsugumi alla vivace You, descriverli uno ad uno e tutto ciò che riguarda le loro intricate personalità sarebbe proibitivo. Ever17 non è immune a difetti tipici del genere, come una partenza lenta e dialoghi che ci sembrano una totale perdita di tempo. Anzi, ne sembra del tutto consapevole, la scrittura ci ruota attorno e li sfrutta a suo vantaggio.
Tradizionalmente, i diversi percorsi in una visual novel implicano di giocare di nuovo attraverso la stessa linea temporale e il medesimo protagonista, ripartendo da un inizio comune. Con Ever17, KID imbastisce più di un punto di vista, gli scrittori ingannano il giocatore nella prima parte facendogli credere di stare giocando a una visual novel tradizionale, salvo poi cambiare totalmente le carte in tavola con più di un colpo di scena giocando su due linee temporali e l'identità stessa di alcuni dei personaggi, che trova il suo culmine mindfuck nel percorso finale dedicato a Coco, sul quale Uchikoshi ha ammesso di aver avuto più di un rammarico tante erano a quel punto le matasse da sbrogliare.
Pubblicato negli Stati Uniti già nel 2005, Ever17 ebbe un impatto notevole sulla nascente community d'oltreoceano, essendo stata una delle prime visual novel incentrate sulla storia (escludendo quindi i vari eroge di JAST), ad arrivare negli Stati Uniti, dopo Phantom of Inferno (2002) e Tea Society of a Witch (2003), della serie AnimePlay DVD, ovvero fruibili sui lettori da home video. Tuttavia, le spesso frettolose traduzioni di Hirameki International sono oggi ritenute vetuste. A vent’anni di distanza dalla sua prima pubblicazione in inglese, dunque, Spike Chunsoft riporta Ever17 -The Out of Infinity- in occidente accompagnato dal suo prequel, venduto singolarmente o in bundle per PS4, Switch e PC. È doveroso precisare che, nel corso di questo lasso di tempo, la visual novel della ormai defunta KID ha subito un restyling completo in occasione della sua uscita su Xbox 360 del 2011 da parte di Cyberfront, versione che però non è piaciuta per nulla ai fan per due motivi. Il primo è a causa della nuova veste grafica 3D sui personaggi, e se c’è una cosa che Tokimeki Memorial 3 ha insegnato, una mossa del genere equivale a spararsi su un piede. Intendiamoci, oggi abbiamo splendide avventure con grafica 3D come AI: The Somnium Files dello stesso Uchikoshi, o Robotics;Notes, ma all’epoca, evidentemente, i tempi non erano ancora maturi per un risultato accettabile e, soprattutto, non è mai una buona idea prendere un classico così amato e con uno stile riconoscibile, e stravolgerlo esteticamente, la sensazione di respingimento è inevitabile, andando inoltre a creare un netto contrasto con i fondali. Ma a vedere il recente remake di To Heart, sembra che i giapponesi a volte siano un po’ duri di comprendonio e ripetano ciclicamente gli stessi errori.
Fortunatamente, il remaster di Mages e Spike Chunsoft del 2025 ripristina gli sprites 2D, mantenendo al contempo le aggiunte e i cambiamenti alla storia (nonché del relativo doppiaggio) della versione Xbox 360, che è il secondo motivo del contendere, seppur sia difficile in questo caso discernere, da parte della community anglofona, le critiche costruttive dalla nostalgia della versione originale. Se vogliamo vederla da un altro puto di vista c’è da dire che, in questo caso, anche chi ha giocato Ever17 a suo tempo si ritroverà dinnanzi un’esperienza quasi del tutto nuova, tanto nella parte iniziale, snellita da alcune fasi ritenute “noiose” per dare maggiore enfasi alla situazione di sopravvivenza, quanto in quelle avanzate. Il percorso di Sara, in particolare, risulta riscritto completamente. Certo, il top sarebbe stato avere entrambe le versioni di Ever17, sia quella originale del 2002 che lo pseudo-remake, ma indubbiamente questo avrebbe richiesto un lavoro improbo per Mages e i traduttori. E a proposito di traduzione, dopo Chaos;Head NOAH, la reputazione di Spike Chunsoft non era proprio ai massimi livelli, ma in questo caso siamo dinnanzi ad un lavoro più accettabile e decisamente meno rigido di quella di Never7, pur non privo di difetti e typo sparsi, uno su tutti il ragazzo che a volte è chiamato "Kid" e altre volte "Boy". La novel non soffre di quella compressione del parlato o degli sfondi sfocati di Never7, data l’origine più recente della Xbox 360, e la colonna sonora di Takeshi Abo brilla anche in questa versione arrangiata, anche se molti potrebbero preferire quella originale; personalmente, le trovo entrambe molto evocative, con queste sonorità elettroniche e sintetizzatori ambient tipiche dei primi anni 2000.
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