venerdì 16 gennaio 2026

Genshin Impact - Chapter IV

Genshin Impact
原神
Yuánshén
2023-2024
Windows, iOS, Android, PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox Series
Developer: miHoYo Publisher: miHoYo
Cai Haoyu (Producer)
  • Yu-Peng Chen, Dimeng Yuan, Qian Ding, Yijung Jiang, Xin Zhao, Arcangelo Chen, Peijia You (Composer)

Meno dinamico e in un certo senso politico dei precedenti, con un ritmo che segue la necessità di far sentire il peso del tempo nelle vite degli interpreti in gioco, il Capitolo ambientato nella nazione dell'acqua può contare sull’efficacia dello spartito drammaturgico e sul contributo di personaggi come sempre da vetrina nella loro bellezza studiata a tavolino, poiché fonte di guadagno, ma non per questo privi di tridimensionalità, nel loro essere parte integrante di un meccanismo a orologeria. Tra investigativo e mitologia, Genshin in direzione del suo quarto anno architetta una tragedia teatrale cercando di superare fin dall'incipit l’ovvietà della situazione, ricorrendo a soluzioni visive e grafiche tra loro disparate, vagando tra i generi alla ricerca di una forma-contenuto che non sia troppo preconfezionata, e non lasci il sentore di una conclusione semplicistica e prevedibile. 

Dopo aver salutato i compagni conosciuti a Sumeru, il Viaggiatore e Paimon si dirigono verso Fontaine approdando al Porto di Romaritime. Una volta sbarcati, Paimon rimane stupita dalla tecnologia avanzata e i due discutono brevemente su cosa fare nella nazione, il Viaggiatore suggerisce di incontrare subito l'Arconte Idro, e Paimon si chiede che tipo sia, dopo che Nahida ha detto che possiede una "personalità unica". Vedendo due abitanti del luogo nelle vicinanze, Paimon propone di parlare con loro per ottenere informazioni sull'Arconte Idro. Rena ed Etienne parlano del recente processo alla Corte di Fontaine, e la prima spiega che a Fontaine, i processi sono dei veri e propri spettacoli teatrali aperti al pubblico. Nonostante sembri un sistema che apparentemente prende poco sul serio i processi, Rena spiega a Paimon che con Neuvillette e l'Oratrice Meccanica di Analisi Cardinale creata dall'Arconte, le false accuse e le ingiustizie appartengono al passato e il verdetto è sempre giusto. Paimon chiede quindi dove potrebbero incontrare l'Arconte Idro, ed Etienne le risponde che la loro arconte, Lady Furina, vive praticamente al teatro, tuttavia, incontrarla non è facile, poiché è estremamente popolare tra la gente e chiunque desidera vederla deve prendere appuntamento in anticipo. 
L'Arconte di Idro, più che come una divinità, sembra venga trattata dal popolo di Fontaine come una celebrità dello spettacolo. 


Anno dopo anno, HoYoverse si sta accreditando con sempre maggior forza come lo sviluppatore che più di ogni altro pare avere come principale ambizione quella di appropriarsi dei codici identificativi che hanno caratterizzato una certa produzione giapponese di genere dei primi anni Duemila. Se fino a questo momento, ovvero il Capitolo III, lo sguardo si era focalizzato con particolare attenzione sul fantasy, declinandolo in ogni forma possibile e immaginabile con personali visitazioni di un Giappone feudale e un Medio Oriente favolistico ma allo stesso tempo moderno, con Fontaine la sua indagine narrativa dà l’impressione di volersi spingere altrove, pur senza per questo disperdere il filo conduttore che lega la ricerca del(la) protagonista e la sua scoperta di Teyvat, sempre più simile ad un’Odissea, più che ad un classico viaggio di formazione. Il Capitolo IV di Genshin Impact, datato 2023, dunque a tre anni dal debutto sul mercato, è un’altra virata a U di un videogioco che, dopo Sumeru, ha bisogno di spazio ulteriore, di una rinnovata verticalità, che dall’ampiezza di un vasto deserto porterà il viaggiatore verso le profondità marine di una nazione sull’orlo del disastro biblico la cui messa in scena trova derivazioni teatrali ed evidente dimostrazione di forza cinematografica, con una rappresentazione a tutti gli effetti centrata sul rapporto tra Giustizia, divismo ed edonismo da Belle Époque. 


Dopo tre nazioni di stampo orientale, si torna dunque ad un'ambientazione spiccatamente europea, che attinge innanzitutto dalla Francia, come facilmente intuibile già da nomi e terminologie, ma anche dall’Italia (una città sull’acqua non può che rievocare Venezia) e più in generale alla mitologia greco-romana nei suoi aspetti più storiografici, che vede nella civiltà perduta di Remuria un rimando al mito di Atlantide. Ma lo stacco con le nazioni precedenti è innanzitutto tecnologico; sebbene ad un occhio attento Genshin Impact non abbia mai nascosto la sua reale natura di opera sci-fi (seppur infarcito di elementi fantasy e mitologici), Fontaine accoglie il viandante con un’inedita atmosfera steampunk, tra ascensori, enormi ingranaggi, automi per le strade e centri di ricerca sommersi. 
Buona parte di queste invenzioni e del progresso tecnologico del paese sono attribuibili a tale Alain Guillotin, figura storica vissuta circa mezzo secolo fa, il cui nome rievoca inevitabilmente quello di Joseph-Ignace Guillotin, medico francese ideatore dello strumento di pena capitale che porta il suo nome, celeberrimo per il suo ruolo storico di spettacolarizzazione della morte, a furore di popolo. E non è un caso che a Fontaine i processi si tengano all’interno di un teatro, il giudizio dell’Oratrice Meccanica, strumento creato dall’Arconte di Hyrdo e per questo ritenuto infallibile, è assoluto e non prevede errori, motivo per cui l’iter giudiziario diviene spettacolo, dalla scelta dell’avvocato difensore, che a quanto pare può essere chiunque (l’arco narrativo inizia con il Viaggiatore che prende le difese del prestigiatore Lyney, accusato di aver fatto sparire una spettatrice durante un suo spettacolo), fino all’ultimo atto che prevede, in caso di rifiuto della condanna da parte dell’imputato, un duello con il Campione Duellante in carica, ruolo attualmente ricoperto da Clorinde


Da qui si sviluppa la prima metà del Capitolo IV, questa volta senza troppi fronzoli, mettendoci dinnanzi ad una inedita fase investigativa che rimanda senza celarsi troppo ad un certo tipo di legal drama; in questa fase, Genshin Impact mette in scena fin da subito i meccanismi che muovono la nazione dell’acqua, svelandone strato dopo strato le crepe, attraverso queste personalità pubbliche che vivono nella menzogna, con le scorie che con il tempo si trascinano appresso e che finiscono per appesantire tanto le persone quanto le dinamiche sociali, a partire dal razzismo nei confronti delle Melusine, oggi fortunatamente sradicato ma non senza dolorosi trascorsi. Lo fa scartando quello schematismo del crescendo che spesso ha caratterizzato i capitoli precedenti e sfidando quella stessa suspence che erige nell’incipit, facendoci rinchiudere in una prigione per tutto il secondo Atto (una prigione molto particolare), prendendosi il concreto rischio di spezzare la narrazione ma che ha lo scopo di scavare nelle moltitudini di strati di cui si compone Fontaine (non solo di natura sociale, ma anche storica-archeologica, che affonda nel Mito di un Mare Primordiale), con cui si osserva una società ordinata ma che vive in una forma di continua attesa, attesa verso un giudizio definitivo o di una insperata salvezza, con chiaro riferimento biblico. 


E sta qui la contraddizione di Fontaine, nazione della Giustizia la cui esistenza stessa è già di per sé una colpa, una condanna lasciata in sospeso e definita ineluttabile. Ma quella di Fontaine è anche e soprattutto la storia di un popolo capace di liberarsi non solo da una maledizione, ma dal controllo stesso di Celestia, che sigillò Egeria, il primo Arconte, nel Mare Primodiale, maledicendo gli Oceanidi umanizzati con la profezia del diluvio che li avrebbe dissolti al contatto da quella stessa acqua da cui sono stati generati. Per scongiurare la profezia, Re Remus portò a rovina la sua civiltà, l'attuale Arconte Focalors punta invece ad ingannare tale profezia, lasciandola "compiere", al prezzo di rinunciare a tutto, al trono e alla Gnosi, ma non prima di aver consegnato le redini di un popolo che si dimostrasse umano, virtuoso e degno di essere salvato, seguendo secoli di processi e cambiamenti della società attraverso la bilancia dell'Oratrice Meccanica. 


L'Archon Quest del Capitolo IV, dipanata in cinque Atti principali a cui se ne aggiunge un sesto pubblicato però diversi mesi dopo e ambientato a Sumeru, propone una storia meno tortuosa, rispetto ai due capitoli che l'hanno preceduta, in cui intrecci secondari e vicissitudini politiche lasciano il posto ad uno scenario più deciso, lineare (se escludiamo la parte centrale "carceraria" ambientata nella Fortezza di Meropide), ma non per questo incapace di colpire nel segno. Anzi. Generalmente, per molti giocatori Fontaine rappresenta l'apice narrativo di Genshin Impact e tale è stato almeno fino a Nod-krai, ciò è dovuto forse proprio grazie alla sua semplicità e al suo modo di gestire il crescendo degli eventi e il ben gestito cast dei personaggi. 
La storia principale di Fontaine inizia e si conclude sullo stesso palcoscenico, l'Opera Epiclese sede dei processi, riuscendo nel corso della sua durata a coinvolgere attivamente praticamente tutti i personaggi in scena, dai fratelli Lyney e Lynette, a Neuvilette, passando per la giornalista Charlotte, il capo-carceriere Wriothesley e Navia, tutti, a loro modo, mossi dal desiderio di salvare la loro patria. 


Ma possiamo girarle intorno ancora per poco, citando una Arlecchino come unico personaggio ad aver tradito forse parte delle attese, rispetto all'ammaliante primo trailer del 2023 (salvo poi essere protagonista, l'anno successivo, di un eccezionale corto animato), la star assoluta di questo capitolo non può che essere Furina, interpretata con genuina abilità da una Inori Minase in stato di grazia, nel doppiaggio giapponese, e con spiccata energia da Amber Lee Connors in quello anglofono. Furina aderisce perfettamente alla tragicommedia che Hoyoverse cerca di comporre, allineandosi ai precedenti lavori per lo spirito di umano disincanto con cui osserva i propri personaggi prendere coscienza della fine delle illusioni, rivelando un’ambizione nell’affresco generale con quel tocco un po' ruffiano di stampo Nakige che il gioco aveva accennato con Ei e Nahida. Ma soprattutto, ne conferma il talento nella scrittura, in altri frangenti troppo spesso annacquata ma qui immersa in un flusso narrativo scandito in atti ben distinti, dal crescendo ai successivi interludi ed eventi secondari, costituendo una slice of life paradigmatica della condizione esistenziale intorno a questa diva condannata ad interpretare un ruolo così a lungo da non riuscire più a distinguere il reale dal fittizio, la persona dalla maschera, il mondo dal palcoscenico. Il processo finale, dunque, non libera solo Fontaine da un'illusione ma anche una ragazza da un peso insostenibile, un'emancipazione emotiva che la storia apparecchia con attenzione già intuendo che Furina, inizialmente bollata come superficiale rispetto agli Arconti che l'hanno preceduta, sarebbe diventato il personaggio femminile più apprezzato dell'intero gioco. 


Complice una caratterizzazione ideale, che si traduce in una ragazza vanitosa e abituata a stare sotto i riflettori, come una moderna streamer, e al contempo un po' goffa e ingenua, Furina diventa la perfetta ragazza da TikTok e Bilibili, tra balletti, romance (con Aether, ovviamente) e amicizie (con Hu Tao, nonostante si incontrino solo di sfuggita in un Lantern Rite), inventate nella testa degli estimatori, andando a creare una vera e propria narrazione parallela, in quell'ambito dei personaggi-simulacri di cui parlava Hiroki Azuma nei suoi trattati sugli otaku, concetto non di certo nuovo (basti pensare a Touhou), ma qui portato all'esaltazione dalla popolarità del gioco, sia in Asia che in Occidente, e da iniziative come l'HoYoFair, un evento dalla cadenza irregolare dedicato alle creazioni dei fan, dimostrando che certe passioni ed esperienze hanno un senso solo se condivise, lasciando altre questioni in secondo piano.


Le Gynmopedie di Erik Satie, le sinfonie di Antonín Dvořák e le melodie "acquatiche" di Camille Saint-Saëns, sembrano essere tra le fonti di ispirazione dell'inesauribile reparto musicale di Hoyoverse, contribuendo ad immergere il giocatore in una nazione che cela la sua storia e la sua anima sotto le sue acque, tra laboratori di ricerca e rovine sommerse. Grazie anche alla musica, a Fontaine, nella sua natura geografica e iconografica, appare ancora più evidente l’interessante sovrapposizione della messa in scena tra il suo piano mitologico e quello tecnologico, tra battelli, edifici neoclassici e vigilanti meccanici che si aggirano per la città che si confondono tra le botteghe di vestiti da belle époque.

Prologue

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