70's Robot Anime Geppy-X
70年代風ロボットアニメ ゲッP-X
1999
PlayStation
PlayStation 4, PlayStation 5, Nintendo Switch, Xbox Series, Windows
Developer: Aroma Publisher: Aroma, Bliss Brain
Akihide Kohara (Director, Writer), Yoshio Okui (Producer)
Keizo Mochizuki (Programmer), Masayoshi Obata, Yorihisa Uchida (Artist)
Momo Mochishita (Composer)
Un videogioco si può valutare con la testa ma anche con il cuore, e dinnanzi a cose come 70s Robot Anime: Geppy-X il secondo non può che prendere il sopravvento. Ama la forma, Aroma, più che la tecnica, sa come maneggiare i sentimenti di una generazione e non ha alcun timore reverenziale nel farlo. Nell'addobbare l'ossatura di un consueto shoot 'em up dell'era PSX, 70s Robot Anime: Geppy-X trabocca di citazioni visive e narrative, quasi potesse porsi come un compendio degli sviluppi estetici di un decennio animato che ha fatto dell'iconicità e della forza espressiva un'attrattiva indelebile nella memora collettiva.
Nell’anno 197X la Terra viene invasa da un esercito alieno, lo Space Demon Empire, che sovrasta senza troppi sforzi le tradizionali forze di difesa terrestri, a partire dalla città di Tokyo che viene messa a ferro e fuoco. Come ultima risorsa contro l'invasore, il Laboratorio di Robotica Spaziale sviluppa il Geppy-X, un super robot costruito con Super Boosted Armor X Hyperalloy e alimentato dall'energia di alta qualità generata dalla Teoria della Fisica del Professor Kureishi. Il Geppy-X si compone di tre mezzi da combattimento ausiliari: il Fighter Jet Falcon, il veloce Shark Sub e il potente Panther Tank, ognuno manovrato da un giovane pilota, Kei, Hitoshi e Riki, che fanno assumere al robot tre diverse forme a seconda delle esigenze.
Che ad Aroma piacessero i robottoni lo si poteva intuire già con Shin Senki Van-Gale: The War of Neo-Century, peculiare gioco di azione con mech uno contro uno pubblicato per PlayStation nel 1997. Si segnalano anche un paio di incursioni nelle licenze anime, nello specifico due Tenchi Muyo per Sega Saturn, salvo poi scomparire con l'avvento del nuovo millennio. 70s Robot Anime: Geppy-X è l'ultima opera uscita da questo misconosciuto studio di sviluppo, un Canto del Cigno che guarda dunque al passato, in tutto e per tutto conforme alla estetica ma soprattutto ai toni che risultassero i più familiari e nostalgici possibile, in totale controtendenza di un periodo in cui si guardava più al futuro e alle tendenze del momento, tra successi shonen e creature virtuali, con Mobile Suit Gundam come unico franchise robotico che riusciva a mantenere una certa popolarità in campo videoludico, dove Bandai e il marchio Banpresto riempivano gli scaffali senza troppi sforzi produttivi, anzi diciamolo pure, anche con schifezze micidiali, lasciando per l’appunto fuori il resto.
Un dettaglio storico tutt’altro che secondario, che eleva 70s Robot Anime: Geppy-X al di sopra di una logica commerciale facilmente comprensibile, una volta avviato il primo di questi quattro CD-ROM (il massimo avvistabile su PSX, non fosse per Tokimeki Memorial 2), in gran parte dovuta al massiccio utilizzo di filmati FMV, Aroma preferisce gestire infatti la sua creatura in modo uniforme, quasi immoto. Una scelta che serve anche a rinnovare la lettura dell'animazione seriale Settantina come qualcosa di statuario e già mitologico, non ancora avvezzo a riletture e mutazioni (per questo bisognerà attendere i primi anni 2000), che sotto il profilo meramente spettatoriale si traduce in una stabilità e prevedibilità accogliente, anche perché le canzoni che si susseguono assecondano un leit-motiv ricorrente, cosa che le rende nuove e al contempo già familiari al primo ascolto, anche per chi non è nato nel '71 giacché la musica è l'elemento che maggiormente tende a travalicare i confini generazionali, specie se tra i nomi coinvolti troviamo anche Hironobu Kageyama, inconfondibile voce delle più celebri sigle di Dragon Ball Z.
Come facilmente intuibile, è la presentazione a rendere davvero speciale 70s Robot Anime: Geppy-X, rispetto ad altri shoot 'em up del periodo, con i quattro CD-ROM impiegati che testimoniano l'enorme sforzo riversato in un prodotto che trasuda passione per l'animazione d'epoca da ogni fotogramma. Similmente al peculiare picchiaduro Evil Zone (Eretzvaju), palesatosi anch'esso su PlayStation nel 1999, l'avventura è strutturata in modo tale da simulare una vera e propria messa in onda con tanto di sigla di apertura, intermezzo con finto spot pubblicitario, sigla di chiusura e anticipazione per l'episodio successivo, per un totale di otto episodi, che possono sembrare pochi ma che in realtà vanno anche un po' oltre la durata tipica del genere degli sparatutto a scorrimento, contando poi che il gioco non esaurisce le sue cartucce con una singola run. Alla fine del quarto episodio, uno dei tre protagonisti esce di scena venendo sostituito da un nuovo personaggio; la svolta narrativa viene determinata a seconda di quale pilota principale è alla guida nel momento in cui viene effettuato il colpo di grazia al boss del livello, aprendo di fatto la strada a tre percorsi diversi per la seconda metà della storia.
Conclusa l'avventura principale si potranno sbloccare ulteriori scenari, anche tramite cheat, per ripercorrere i livelli impersonando i personaggi secondari Wild John (palesemente ispirato a Texas Mack di Getter), Queen Fairy, il lentissimo R-64 e il potente Atlanger. Quest'ultimo è interessante perché in un gioco in cui tutto è citazionistico, ma comunque originale, Atlanger è il cameo di una linea di modellini componibili realmente esistente, prodotta da Aoshima a partire dal 1975 con discreto successo, nonostante l'assenza di una serie animata di riferimento.
Akira Kamiya (Ryoma Nagare, Kenshiro, Ryo Saeba) su Kei capeggia un cast di doppiatori che propone un mix di veterani del calibro di Gorō Naya (prima, storica voce di Zenigata), e Kazuya Tatekabe (Takeshi Goda di Doraemon, Tonzura di Yatterman), e nuovi talenti dell'epoca, in particolare sulle ragazze. Ma è la già accennata colonna sonora il vero fiore all'occhiello del gioco, che include, oltre al già citato Kageyama, insert song cantate da Isao "la voce del Sol Levante" Sasaki (Kyashan, Hurricane Polymar, Grendizer e molti altri), Akira Kushida (Kinnikuman, Xabungle, oltre a svariati tokusatsu), Monsieur Yoshizaki dei Crystal Kings (Hokuto no Ken) e infine MIO, la voce che su YouTube ha fatto sembrare Heavy Metal L-Gaim più bello di quello che è realmente.
Bliss Brain se ne esce nel 2026 con una versione rimasterizzata 70s Robot Anime: Geppy-X del tutto inaspettata, ma di pregevole fattura, che pur non potendo fare miracoli con fondali poco definiti e filmati in CG che mostrano anche oltre il peso dei propri anni, le cut-scene animate brillano di nuova risoluzione e colori più accesi, ripristinando anche i 24 fotogrammi al secondo, contro i 15 concessi all'epoca dall'hardware PSX. Sono presenti ovviamente tutti i contenuti del gioco originale, incluso il corposo bestiario con tutte le descrizioni, e i cheat per sbloccare gli scenari aggiuntivi sono stati testati e funzionano anche in questa nuova versione; conclusa una volta l'avventura con i crediti limitati, tutte le successive partite si possono affrontare con i tentativi infiniti. In ogni caso, il remaster include funzioni di accessibilità come salvataggio rapido e riavvolgimento, rendendo il gioco alla portata di tutti. Di buona qualità la traduzione in italiano, non era scontato, mentre il prezzo di lancio di quasi 40 euro potrebbe essere una barriera per qualche curioso in più.







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