Tim Burton's The Nightmare Before Christmas: Bugī no Gyakushū
ナイトメアービフォアクリスマス ブギーの逆襲
Tim Burton's The Nightmare Before Christmas: Oogie's Revenge
Tim Burton's The Nightmare Before Christmas: Attenti al Baubau
2005
PlayStation 2, Xbox
Developer: Tose Publisher: Capcom, Buena Vista Interactive
Tatusya Minami, Hironobu Takeshita, Naoto Tominaga, Emiko Yamamoto (Producer)
Atsushi Watanabe, Daisuke Fukagawa (Designer) Akiko Nishizawa (Character Design)
Kengo Hagiwara, Masaya Tsunemoto (Composer)
Oogie's Revenge è un gioco PS2 così come si immagina un gioco PS2 “medio”, facile andare a recuperare sempre i migliori, PS2 è passata alla storia come la console del popolo, dei cestoni svuota-magazzino, del tutto, premesso che qui l’asticella rispetto al solito svogliato tie-in, è tarata verso l’alto, con questo Jack Skellington che gioca a fare Dante pur non riuscendoci completamente. L'adattamento su console del film culto del 1993, si palesa come suo sequel, anche se la trama ne è grosso modo una riproposizione e di fatto non aggiunge alcunché di significativo all’immaginario Burtoniano. Capcom confeziona un giochino esteticamente interessante, curato dal punto di vista scenografico e ben diretto nelle scene chiave, ma con qualche problema di troppo che gli impediscono di andare oltre quella soglia qualitativa del discreto prodotto fan-service.
Un anno dopo gli eventi del film, Jack Skellington sente di nuovo che Halloween è diventato noioso e ripetitivo. Chiedendo al dottor Finkelstein consigli per migliorare il prossimo Halloween con nuovi spaventi e scoperte, questo gli consegna il "Soul Robber", un'arma verde simile a una frusta, dopodiché Jack decide di lasciare la città per cercare nuove ispirazioni. In sua assenza, gli altrettanto annoiati Lock, Shock e Barrel approfittano per far rivivere Oogie Boogie (Baubau), che inizia immediatamente a progettare la sua vendetta. Il 23 dicembre, Sally, prigioniera nel laboratorio del dottor Finkelstein, riesce a inviare un aeroplano di carta magico a trovare Jack per avvertirlo di ciò che è successo.
Da sempre affascinato dall’animazione, Henry Selick, uscito dalla CalArts, si ritrova nella peggior Walt Disney Pictures di sempre, quella a cavallo degli anni '70 e '80, con un settore animazione in forte crisi in seguito all'abbandono di Don Bluth e molti altri bravissimi animatori. In questo travagliato periodo, conosce un giovane Tim Burton, e con lui instaurerà un forte legame creativo. L'idea di "The Nightmare Before Christmas" prende vita nei primi anni '80 con un libro illustrato dallo stesso Burton, ma la Disney ne nega la produzione, considerando il soggetto "strano e non adatto ai bambini". Tuttavia, dopo il successo al botteghino di Beetlejuice e Batman, Tim Burton ha la forza contrattuale per occuparsi direttamente della produzione, affidando a Selick la regia, al fidato Rich Henirichs la parte creativa ed estetica e a Danny Elfman quella musicale. La Disney darà un supporto per le animazioni finali, occupandosi poi di distribuzione e marketing detenendone di fatto la proprietà intellettuale.
Ne esce un monumentale lungometraggio realizzato con la storica tecnica dello stop-motion, ovvero tramite 109.440 fotogrammi, 24 per ogni secondo di animazione, atti a catturare e dar vita a personaggi realizzati in plastilina, legno, fil di ferro, tessuti di ogni genere. Il risultato è una vera e propria "opera animata", grazie anche alla sua natura di musical, e soprattutto un divertente e originale film per famiglie, ricco di invenzioni visive e personaggi indimenticabili. Meritano menzione il Dottor Finklestein dal cranio apribile, la bambola di pezza Sally, il cane fantasma Zero, il Trio Vado, Vedo e Prendo e tanti altri, tutti facenti parte di uno splendido affresco gotico romantico, un inno al macabro "buono" e al lato oscuro della nostra infanzia. Da antologia la splendida scenografia: lo staff si conferma una riuscita fabbrica di mondi contrapposti che alla fine si incontrano nella romantica sequenza finale con la neve che cade su Halloweentown.
Uscito nelle sale nell’ottobre del 1993, The Nightmare Before Christmas non è un grande successo al box office. Nel pieno del suo “Rinascimento”, tra Aladdin e Il Re Leone, la Disney ha tutta l’intenzione di mantenere l’immagine di una casa di produzione che confeziona fiabe colorate e storie per famiglie, la creazione di Burton invece è troppo macabra, di fatto viene omesso il marchio Disney dalle locandine e il film viene distribuito sotto l’etichetta Touchstone Pictures. Con il passare degli anni, però, il film d’animazione diventa un vero e proprio cult, prima nell’allora fiorente mercato home video e poi, successivamente, con un ancora più ricco giro di merchandise. A partire dai primi anni 2000, Walt Disney ce lo mette eccome il suo bollino sulle riedizioni in DVD del film, Tim Burton è un regista affermato e la festa di Halloween ha ormai superato i confini dei paesi anglosassoni e inizia ad essere celebrata anche in altre parti del mondo, inclusa l’Italia, tutti fattori che contribuiscono ad aumentare la popolarità del film del 1993.
È in questo periodo di rilancio, re-realase al cinema in Disney Digital 3-D e Special Edition (e spronata forse anche dal successo di Kingdom Hearts), che Buena Vista Interactive avvia l’iter per la realizzazione di un paio di videogiochi con protagonista Jack Skellington, con vista sulle maggiori piattaforme del tempo, PlayStation 2, Xbox e GBA. In questa generazione di console, i tie-in cinematografici già non godevano di una buona reputazione, si era ormai entrati in un’era videoludica in cui non bastava più realizzare un platform 2D in pochi mesi a ridosso dell’uscita al cinema, per cavalcarne il traino commerciale, almeno su home console serviva qualcosa di più e con team di sviluppo molto più attrezzati, come è il caso degli Spider-Man di Activision o i The Lord of the Rings di EA. Motivo per cui, molte di queste operazioni iniziano a calare sia di qualità, sia di quantità. Il genere di riferimento, che attirava il pubblico maggiore, si era ora spostato sugli action, Buena Vista incarica nientemeno che Capcom per la realizzazione di un videogioco basato su The Nightmare Before Christmas, sancendo il ritorno di quell'asse California-Osaka che rimanda ai tempi del NES e classici quali DuckTales e Darkwing Duck. Capcom a sua volta si affiderà a Tose per lo sviluppo effettivo.
A capo di Buena Vista Entertainment Japan, di conseguenza con le mani in pasta in sostanzialmente ogni progetto a marchio Disney realizzato in Giappone, Kingdom Hearts incluso, c’è Emiko Yamamoto, giovanissima designer prodigio di Castle of Illusion Starring Mickey Mouse del 1990, affermata e veterana produttrice nel 2005, la quale mette in piedi un manipolo di gente proveniente dai Resident Evil del GameCube, ma anche da Clock Tower 3 e Kindom Hearts, questi ultimi in particolare per le scene di intermezzo. La fonte di ispirazione però è una soltanto e certamente più chiara delle macabre atmosfere del gioco: Devil May Cry. Capcom la soluzione ce l’ha dunque in casa ed è quella più semplice, almeno sulla carta; ecco quindi che Tim Burton's The Nightmare Before Christmas: Oogie's Revenge diviene uno styling action, così come era di consueto chiamarli all’epoca, con le medesime meccaniche di progressione e potenziamento dell’adrenalinico gioco d’azione firmato Hideki Kamiya, il cui impatto sulla generazione PS2 fu fragoroso più che altro concettualmente parlando, piuttosto che dal punto di vista commerciale, i cloni delle acrobazie di Dante già non si contavano ma le vendite di certo non smuovevano più di tanto il mercato.
Oogie's Revenge si pone come sequel ufficiale del film e come tale denota una certa ambizione e cura nella realizzazione, le musiche sono esattamente quelle originali, il doppiaggio inglese è di buona qualità (in italiano è solo sottotitolato, niente Renato Zero quindi) e le ambientazioni più iconiche sono ricostruite nei minimi particolari. Il gameplay non si può dire sia altrettanto raffinato, per quanto si possa ritenere qualitativamente superiore al tie-in medio di quel periodo, il primo impatto con Oogie's Revenge fallisce l’intento di creare un action stimolante a causa di un sistema di combattimento abbastanza legnoso. La telecamera per la maggior parte del tempo è un dito in quel posto e afferrare i nemici con la Soul Robber lo è altrettanto, data la lentezza con cui Jack la manovra, che possiamo definire da moviola, e questo varato in versione NTSC, non oso immaginare come fosse sparato con il segnale PAL a 50hz. Il che è un peccato, poiché la meccanica di catturare i nemici e sbatacchiarli addosso ad altri nemici è anche divertente; sempre prendendo “spunto” da Devil May Cry, contestualmente, è presente a schermo un sistema di valutazione che aumenta in base alle combo effettuate, premiandoci con ricompense maggiori, tramite una valuta da spendere poi nel negozio delle streghe. Anche il "voto" alla fine di ogni capitolo è preso di peso dal gioco d'azione con protagonista Dante, dando la sensazione di star giocando effettivamente ad un sotto-prodotto. Non che si vada a pretendere chissà quali lampi di originalità da un gioco tratto da un film, in fondo anche Darkwing Duck e i Chip 'n Dale erano poco più che reskin di Mega Man, sostanzialmente, ma dalla Capcom di questo periodo storico ti aspetti sempre quel qualcosa in più.
La situazione migliora una volta sbloccati i vari potenziamenti e soprattutto i costumi aggiuntivi, Pumpkin King e Santa Jack, che conferiscono a Jack nuove mosse e una varietà maggiore di attacchi. Le battaglie contro i boss propongono una interessante variante alla formula action. Colpendo il boss con la nostra frustra questo rilascia delle note musicali da raccogliere, una volta raccolto un certo numero di queste note, il gioco passa ad una fase da rhythmic game in cui saremo chiamati a premere i pulsanti giusti a ritmo di musica, allo scopo di infliggere danni ingenti al nemico. In definitiva, un gioco realizzato con rispetto per il materiale d’origine, con qualche idea interessante e battaglie contro i boss davvero ispirate, ma anche modesto con difetti evidenti e alcune fasi che superano la soglia della frustrazione (penso a quella delle rane), pertanto, l’apprezzamento può variare sensibilmente in proporzione all’affetto nei confronti del film in questione. L’altro progetto, concepito più o meno nello stesso periodo, dedicato a The Nightmare Before Christmas, trovò casa sul GBA con il titolo The Pumpkin King ed è un più tradizionale platform adventure 2D e pare questa volta sia un prequel. Merita un recupero? Chissà, sarà per il prossimo Halloween, forse.
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